Esperienza reale Tempi moderni

patrulla

"Verginello"
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Questa è una storia vera, i fatti sono realmente accaduti mentre i nomi sono di pura fantasia anche perché tutta questa vicenda è tuttora oggetto di un procedimento giudiziario.
Fatta questa doverosa precisazione mi presento: mi chiamo Carlos e sono di Roma, ho 45 anni e se da ragazzo ero considerato un bel fusto adesso senza dubbio posso dire di essere un uomo molto piacente. La stazza e il fisico non mi sono mai mancati, da ragazzo facevo lo stopper nelle giovanili di una squadra professionista, in più aggiungete una carnagione scura unita a occhi chiari (mia madre è sudamericana, mio padre romano de' Roma) e non per vantarmi anche una discreta mazza, lunga e larga, tra le gambe.
Non voglio fare il figo, visto che in questa storia mi metterò a nudo parlando anche di tutti i miei fallimenti, ma è bene essere precisi e onesti. Sono cresciuto in una famiglia numerosa e modesta, anche se l'affetto non mi è mai mancato. La grande speranza era che potessi diventare calciatore, ma a dirla tutta oltre al fisico avevo poco altro da offrire e così a 18 anni mi ritrovai di nuovo nella capitale a spasso dopo aver passato due anni fuori in un convitto.
Trovai comunque un ingaggio con una squadra dilettantistica di Roma Nord, che mi offrì anche un alloggio permettendomi così di essere totalmente indipendente. Così mi ritrovai a vivere in un complesso di palazzi di nuova costruzione, ma nonostante il nuovo contesto trovai subito modo di conoscere persone grazie anche al mio carattere estroverso e, non lo nego, al mio aspetto fisico.
Durante gli anni in cui stetti fuori, ero in una città di provincia, ebbi le mie prime esperienze sessuali con alcune ragazze: dal primo pompino ai rapporti completi, visto che l'appeal del calciatore non facevano mancare le ragazze della mie età, ma anche un po' più grandi, a cui piacevo. La mia vita però cambio' radicalmente quando avevo 19 e anni e feci la conoscenza approfondita di Saverio, Sasà per tutti, un fotografo che all'epoca aveva una cinquantina di anni che aveva il negozio/studio nel porticato di uno dei palazzi di dove vivevo.
Sasà mi prese subito in simpatia, tanto da offrirmi di dargli una mano nel negozio e di imparare così il mestiere. Visto che con il pallone ci sopravvivevo a malapena, accettai di buon grado iniziando così a lavorare per lui. Come vi dicevo fu un incontro che mi cambiò la vita, anche perché lui veramente mi insegnò il mestiere tanto che presi subito anche il tesserino da fotografo.
Sasà era scapolo e senza figli, e come tale in pratica mi ha sempre trattato. Di carattere forte e a prima vista anche antipatico, aveva però due caratteristiche: cocainomane ed erotomane cronico. Anche lui alto e grosso, anche se il fisico era abbastanza appesantito soprattutto dai vizi, tra le gambe custodiva quello che chiamava il "pennellone", visto che il suo pisello era molo lungo, venoso ma non molto largo.
All'inizio avevo il timore che fosse gay o qualcosa del genere, ma poi capii che era soltanto un gran porco che non faceva nulla per nasconderlo. Molto ben introdotto nel mondo dello spettacolo e della Dolce Vita romana, in qualche modo mi fece entrare anche a me in quell'ambiente anche se di questo vi parlerò meglio più avanti. Quando qualche povera modella sprovveduta capitava nello studio, lui scattava le foto con sotto indosso soltanto una tuta leggera: alla ragazza diceva che se lei era sensuale e sexy, lo si capiva dal pennellone che si alzava.
La rima volta che lo sentii scoparsi una nello studio io stavo sviluppando alcuni rullini, quando la ragazza se ne andò mi spiegò che se volevo continuare a lavorare con lui quella sarebbe stata la prassi e che, se volevo, mi potevo anche unire. Gli dissi che non avevo nessun problema a riguardo, millantando anche inventate orge con ai tempi del convitto con disponibili ragazze.
Una scena dopo un paio di mesi che lavoravo con lui mi colpì molto e fu anche la prima volta che lo vidi scopare e che scopammo una donna assieme. Eravamo fuori dal negozio con lui che fumava una sigaretta. Passarono una coppia, marito e moglie, con le buste della spesa mentre rientravano a casa. Lei Barbara sui 45anni, non molto bella di viso ma il fisico sembrava ancora reggere. Lui invece Adrio un tipetto anonimo e taciturno, con pochi capelli e l'aria poco intelligente.
Vedendo Adrio in difficoltà con la spesa subito Sasà gli prese le buste, invitandomi a fare altrettanto con quelle della signora. Li accompagnammo al loro portone . epoi all'ascensore. In quei metri il mio amico non risparmiò battute, neanche troppo velate, sulla prestanza dell'uomo facendo invece complimenti alla donna che io trovai senza dubbio esagerati.
Saputo che ill oro unico figlio era in gita scolastica, Sasà prese la palla al balzo "gira voce Barbara che sei un'ottima cuoca oltre che splendida donna. Con questa bella spesa perché non ci cucini una bella cena... poi ti vorrei fotografare che per me saresti una modella splendida...", Adrio balbettò qualcosa mentre la moglie si fece subita paonazza, "allora veniamo alle otto - concluse il mio amico - e mi raccomando fatti trovare super bella!".
Tornati in negozio mi disse che si vedeva lontano chilometri che lei aveva una gran voglia di cazzo e che lei è un coglione "chissà da quanto non la scopa...". Quando gli dissi che in fondo Barbara non era questo splendore, mi disse che tutte le donne possono rivelare grandi sorprese, specie quelle più bruttarelle. Una sorpresa la ebbi quando ci presentammo a casa dei coniugi.
Quello che successe nelle successive tre ore in qualche modo cambiò per sempre il mio approccio con il sesso. Ci venne ad aprire Adrio, che si era messo un completo simil matrimonio apparendo ancora più goffo. Barbara invece aveva raccolto i capelli rossi lasciando la frangetta, aveva messo dei sanali con il tacco e un paio di pantaloni bianchi aderenti, mentre la maglia con generosa scollatura faceva intravedere un generoso sebo materno.
"Vado bene così??" disse la donna ridendo imbarazzata mentre portava gli affettati in tavola. "Giudica tu..." rispose Sasà mostrando indicando la sua vistosa erezione, pendendo poi subito la macchina fotografica mentre marito e moglie erano rimasti molto di sasso. Iniziò così a fare qualche scatto mentre lei era in sala, toccandole tette e culo mentre la posizionava per la posa.
"Tua moglie è spettacolare, guarda che cazzo duro mi ha fatto venire..." disse Sasà al marito mentre sentenziava che però aveva fame e voleva mangiare. L'uomo disse qualcosa su un linguaggio che per lui era poco consono, ma il mio amico neanche o ascoltò e iniziò a mangiare. Durante la cena Sasà faceva tante domande a lei, scoprimmo così che era casalinga come alla fine sospettavamo mentre il marito era operaio.
Finito a mangiare, Sasà chiese dove fosse la loro camera e disse di volere entrare un attimo da solo. Ne frattempo lei iniziò a sparecchiare mentre il marito mi iniziò a parlare di politica o cose del genere.
Quando il mio amico tornò, disse a Barbara che cercando trai suoi vestiti aveva trovato qualcosa di adatto per fare delle foto, e che le avrebbe dovuto indossare. Dopo qualche minuto la donna tornò in accappatoio, mentre da sotto intravedevo delle calze a rete. "Non penso che però sia il caos che mi fotografi così, forse è troppo..." disse la donna, ma Sasà si alzò di scatto e le tolse l'accappatoio tra le flebili resistenze della donna.
Barbara rimase così con soltanto dei collant a rete, dove sotto si intravedeva un perizoma rosso, mentre sopra aveva un reggiseno che in pratica lasciava scoperti i due grandi seni. "Porcellino che bei regalini che fai alla mogliettina..." disse Sasà ad Adrio, con la donna che subito puntualizzò che erano un regalo di una sua cugina e che non li aveva mai indossati.
Il mio amico allora disse che l'ora delle foto, e la prese sotto braccio portandola in camera chiudendo tutte le porte. Io rimasi in silenzio insieme al marito visibilmente imbarazzato che iniziò a bare vino, per mettersi poi a camminare nervosamente. Dopo un po' iniziarono a sentire gli inequivocabili rumori del letto oltre agli strilli della donna. Il ritmo sembrava incessante e andò avanti per una ventina di interminabili minuti poi cessò'.
Passarono poi diversi altri minuti tra risa sguaiate di Sasà, fino a che il mio amico si presentò in sala con solo i calzoni addosso, chiedendomi di venire a dare una mano per le foto.
In camera c'era Barbara che si stava rifacendo il trucco: era quasi totalmente nuda eccezion fatta per le calze ormai ridotte a brandelli. Sasà si tolse subito i pantaloni mostrando un pene semi eretto ma pur sempre notevole, iniziando subito a limonare la donna palandola tutta. Il mio amico allora si sdraiò sul letto e lei salì sopra iniziando a ciucciare il cazzo.
Non era molto brava ma si impegnava, Sasà mi fece il cenna di scoparla e così mi posizionai dietro e la penetrai. A pecora non era poi tanto male e la sua figa era bollente e piena di umori. Iniziai a pomparla con vigore facendola strillare dal piacere, ma non resistetti molto e le venni sulla schiena. "Che gioventù smidollata..." disse ridendo Sasà, mentre si psiozionava lui dietro la donna iniziandola a montare con incredibile vigore.
La scopò a lungo e in numerose posizioni, facendola urlare dal piacere tanto che mi rivenne duro, tornandomi così a unire toccandole le tettone e facendomelo succhiare. Il bello è che venni di nuovo prima io, sulle tette, con il mio amico che poi fece altrettanto. Mentre mi rivestivo e riprendevo l'attrezzatura, Sasà la riempiva di apprezzamenti, con lei che ricambiava in maniera civettuola. La salutammo e uscendo salutammo anche il marito, che era sprorfondato sul divano.
Da quel giorno Adrio diventò un assiduo frequentatore del nostro negozio rompendoci le palle parlando di politica, mentre Barbara a volte ci portava il pranzo nella speranza che la scopassimo di nuovo cosa che è poi successo di nuovo, anche se di questo poi ve ne parlerò più avanti dopo avervi introdotto quella che poi è diventata la mia attuale moglie.
 

Grandel

"Phica.net dipendente"
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Questa è una storia vera, i fatti sono realmente accaduti mentre i nomi sono di pura fantasia anche perché tutta questa vicenda è tuttora oggetto di un procedimento giudiziario.
Fatta questa doverosa precisazione mi presento: mi chiamo Carlos e sono di Roma, ho 45 anni e se da ragazzo ero considerato un bel fusto adesso senza dubbio posso dire di essere un uomo molto piacente. La stazza e il fisico non mi sono mai mancati, da ragazzo facevo lo stopper nelle giovanili di una squadra professionista, in più aggiungete una carnagione scura unita a occhi chiari (mia madre è sudamericana, mio padre romano de' Roma) e non per vantarmi anche una discreta mazza, lunga e larga, tra le gambe.
Non voglio fare il figo, visto che in questa storia mi metterò a nudo parlando anche di tutti i miei fallimenti, ma è bene essere precisi e onesti. Sono cresciuto in una famiglia numerosa e modesta, anche se l'affetto non mi è mai mancato. La grande speranza era che potessi diventare calciatore, ma a dirla tutta oltre al fisico avevo poco altro da offrire e così a 18 anni mi ritrovai di nuovo nella capitale a spasso dopo aver passato due anni fuori in un convitto.
Trovai comunque un ingaggio con una squadra dilettantistica di Roma Nord, che mi offrì anche un alloggio permettendomi così di essere totalmente indipendente. Così mi ritrovai a vivere in un complesso di palazzi di nuova costruzione, ma nonostante il nuovo contesto trovai subito modo di conoscere persone grazie anche al mio carattere estroverso e, non lo nego, al mio aspetto fisico.
Durante gli anni in cui stetti fuori, ero in una città di provincia, ebbi le mie prime esperienze sessuali con alcune ragazze: dal primo pompino ai rapporti completi, visto che l'appeal del calciatore non facevano mancare le ragazze della mie età, ma anche un po' più grandi, a cui piacevo. La mia vita però cambio' radicalmente quando avevo 19 e anni e feci la conoscenza approfondita di Saverio, Sasà per tutti, un fotografo che all'epoca aveva una cinquantina di anni che aveva il negozio/studio nel porticato di uno dei palazzi di dove vivevo.
Sasà mi prese subito in simpatia, tanto da offrirmi di dargli una mano nel negozio e di imparare così il mestiere. Visto che con il pallone ci sopravvivevo a malapena, accettai di buon grado iniziando così a lavorare per lui. Come vi dicevo fu un incontro che mi cambiò la vita, anche perché lui veramente mi insegnò il mestiere tanto che presi subito anche il tesserino da fotografo.
Sasà era scapolo e senza figli, e come tale in pratica mi ha sempre trattato. Di carattere forte e a prima vista anche antipatico, aveva però due caratteristiche: cocainomane ed erotomane cronico. Anche lui alto e grosso, anche se il fisico era abbastanza appesantito soprattutto dai vizi, tra le gambe custodiva quello che chiamava il "pennellone", visto che il suo pisello era molo lungo, venoso ma non molto largo.
All'inizio avevo il timore che fosse gay o qualcosa del genere, ma poi capii che era soltanto un gran porco che non faceva nulla per nasconderlo. Molto ben introdotto nel mondo dello spettacolo e della Dolce Vita romana, in qualche modo mi fece entrare anche a me in quell'ambiente anche se di questo vi parlerò meglio più avanti. Quando qualche povera modella sprovveduta capitava nello studio, lui scattava le foto con sotto indosso soltanto una tuta leggera: alla ragazza diceva che se lei era sensuale e sexy, lo si capiva dal pennellone che si alzava.
La rima volta che lo sentii scoparsi una nello studio io stavo sviluppando alcuni rullini, quando la ragazza se ne andò mi spiegò che se volevo continuare a lavorare con lui quella sarebbe stata la prassi e che, se volevo, mi potevo anche unire. Gli dissi che non avevo nessun problema a riguardo, millantando anche inventate orge con ai tempi del convitto con disponibili ragazze.
Una scena dopo un paio di mesi che lavoravo con lui mi colpì molto e fu anche la prima volta che lo vidi scopare e che scopammo una donna assieme. Eravamo fuori dal negozio con lui che fumava una sigaretta. Passarono una coppia, marito e moglie, con le buste della spesa mentre rientravano a casa. Lei Barbara sui 45anni, non molto bella di viso ma il fisico sembrava ancora reggere. Lui invece Adrio un tipetto anonimo e taciturno, con pochi capelli e l'aria poco intelligente.
Vedendo Adrio in difficoltà con la spesa subito Sasà gli prese le buste, invitandomi a fare altrettanto con quelle della signora. Li accompagnammo al loro portone . epoi all'ascensore. In quei metri il mio amico non risparmiò battute, neanche troppo velate, sulla prestanza dell'uomo facendo invece complimenti alla donna che io trovai senza dubbio esagerati.
Saputo che ill oro unico figlio era in gita scolastica, Sasà prese la palla al balzo "gira voce Barbara che sei un'ottima cuoca oltre che splendida donna. Con questa bella spesa perché non ci cucini una bella cena... poi ti vorrei fotografare che per me saresti una modella splendida...", Adrio balbettò qualcosa mentre la moglie si fece subita paonazza, "allora veniamo alle otto - concluse il mio amico - e mi raccomando fatti trovare super bella!".
Tornati in negozio mi disse che si vedeva lontano chilometri che lei aveva una gran voglia di cazzo e che lei è un coglione "chissà da quanto non la scopa...". Quando gli dissi che in fondo Barbara non era questo splendore, mi disse che tutte le donne possono rivelare grandi sorprese, specie quelle più bruttarelle. Una sorpresa la ebbi quando ci presentammo a casa dei coniugi.
Quello che successe nelle successive tre ore in qualche modo cambiò per sempre il mio approccio con il sesso. Ci venne ad aprire Adrio, che si era messo un completo simil matrimonio apparendo ancora più goffo. Barbara invece aveva raccolto i capelli rossi lasciando la frangetta, aveva messo dei sanali con il tacco e un paio di pantaloni bianchi aderenti, mentre la maglia con generosa scollatura faceva intravedere un generoso sebo materno.
"Vado bene così??" disse la donna ridendo imbarazzata mentre portava gli affettati in tavola. "Giudica tu..." rispose Sasà mostrando indicando la sua vistosa erezione, pendendo poi subito la macchina fotografica mentre marito e moglie erano rimasti molto di sasso. Iniziò così a fare qualche scatto mentre lei era in sala, toccandole tette e culo mentre la posizionava per la posa.
"Tua moglie è spettacolare, guarda che cazzo duro mi ha fatto venire..." disse Sasà al marito mentre sentenziava che però aveva fame e voleva mangiare. L'uomo disse qualcosa su un linguaggio che per lui era poco consono, ma il mio amico neanche o ascoltò e iniziò a mangiare. Durante la cena Sasà faceva tante domande a lei, scoprimmo così che era casalinga come alla fine sospettavamo mentre il marito era operaio.
Finito a mangiare, Sasà chiese dove fosse la loro camera e disse di volere entrare un attimo da solo. Ne frattempo lei iniziò a sparecchiare mentre il marito mi iniziò a parlare di politica o cose del genere.
Quando il mio amico tornò, disse a Barbara che cercando trai suoi vestiti aveva trovato qualcosa di adatto per fare delle foto, e che le avrebbe dovuto indossare. Dopo qualche minuto la donna tornò in accappatoio, mentre da sotto intravedevo delle calze a rete. "Non penso che però sia il caos che mi fotografi così, forse è troppo..." disse la donna, ma Sasà si alzò di scatto e le tolse l'accappatoio tra le flebili resistenze della donna.
Barbara rimase così con soltanto dei collant a rete, dove sotto si intravedeva un perizoma rosso, mentre sopra aveva un reggiseno che in pratica lasciava scoperti i due grandi seni. "Porcellino che bei regalini che fai alla mogliettina..." disse Sasà ad Adrio, con la donna che subito puntualizzò che erano un regalo di una sua cugina e che non li aveva mai indossati.
Il mio amico allora disse che l'ora delle foto, e la prese sotto braccio portandola in camera chiudendo tutte le porte. Io rimasi in silenzio insieme al marito visibilmente imbarazzato che iniziò a bare vino, per mettersi poi a camminare nervosamente. Dopo un po' iniziarono a sentire gli inequivocabili rumori del letto oltre agli strilli della donna. Il ritmo sembrava incessante e andò avanti per una ventina di interminabili minuti poi cessò'.
Passarono poi diversi altri minuti tra risa sguaiate di Sasà, fino a che il mio amico si presentò in sala con solo i calzoni addosso, chiedendomi di venire a dare una mano per le foto.
In camera c'era Barbara che si stava rifacendo il trucco: era quasi totalmente nuda eccezion fatta per le calze ormai ridotte a brandelli. Sasà si tolse subito i pantaloni mostrando un pene semi eretto ma pur sempre notevole, iniziando subito a limonare la donna palandola tutta. Il mio amico allora si sdraiò sul letto e lei salì sopra iniziando a ciucciare il cazzo.
Non era molto brava ma si impegnava, Sasà mi fece il cenna di scoparla e così mi posizionai dietro e la penetrai. A pecora non era poi tanto male e la sua figa era bollente e piena di umori. Iniziai a pomparla con vigore facendola strillare dal piacere, ma non resistetti molto e le venni sulla schiena. "Che gioventù smidollata..." disse ridendo Sasà, mentre si psiozionava lui dietro la donna iniziandola a montare con incredibile vigore.
La scopò a lungo e in numerose posizioni, facendola urlare dal piacere tanto che mi rivenne duro, tornandomi così a unire toccandole le tettone e facendomelo succhiare. Il bello è che venni di nuovo prima io, sulle tette, con il mio amico che poi fece altrettanto. Mentre mi rivestivo e riprendevo l'attrezzatura, Sasà la riempiva di apprezzamenti, con lei che ricambiava in maniera civettuola. La salutammo e uscendo salutammo anche il marito, che era sprorfondato sul divano.
Da quel giorno Adrio diventò un assiduo frequentatore del nostro negozio rompendoci le palle parlando di politica, mentre Barbara a volte ci portava il pranzo nella speranza che la scopassimo di nuovo cosa che è poi successo di nuovo, anche se di questo poi ve ne parlerò più avanti dopo avervi introdotto quella che poi è diventata la mia attuale moglie.
Bella, aspettiamo il seguito
 

patrulla

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  • #13
Grazie per gli apprezzamenti e scusate i diversi refusi ma sto scrivendo di getto cercando di ricordare al meglio vicende di diversi anni fa. La storia della coppia ho voluto subito raccontarvela perché credo sia emblematica per farvi capire il personaggio Sasà, oltre al fatto che come detto per me è stata una sorta di epifania per quanto riguarda il sesso. Giusto per chiudere la parentesi Barbara/Adrio, nonostante la palese umiliazione lui è come se avesse trovato due amici, cosa che probabilmente gli interessava più del sapere la moglie scopata. Lei invece oltre a un po' di minchia dura trovò anche delle attenzioni che forse mai aveva avuto. Io invece ebbi tanti ottimi pranzi e cene, ma a trombarla di nuovo qualche volta fu sempre Sasà.

Essendo tutto questo un necessario preambolo visto che la vera e propria storia è dei giorni nostri, cercherò di velocizzare senza però tralasciare alcuni fondamentali dettagli per capire al meglio perché si sono verificati determinati eventi. Come detto avevo iniziato a lavorare ormai a tempo pieno nel negozio, cosa che a partire dalla primavera compromise in maniera inevitabile il mio impegno calcistico. Di soldi Sasà in quel periodo ne faceva molti, ma le vere entrate erano soprattutto con le cerimonie che si tenevano nei fine settimana, impedendomi di fatto di giocare. Del resto ero molto più interessato a imparare un mestiere che seguire quello che ormai era un hobby.

Sasà poi anche se costantemente alterato dalla coca era molto bravo nel suo lavoro, uno della "vecchia guardia" si direbbe ora. Con i suoi modi bruschi mi insegnò tanto e tra di noi si creò un legame speciale, anche perché mi reputo una persona molto tranquilla e simpatica che non gli leccava il culo ma neanche lo giudicava. La mia esperienza con la squadra terminò di conseguenza prima del dovuto, ma lui mi assunse con regolare contratto e così affittai un altro appartamento sempre nello stesso comprensorio.

Da ragazzo sotto la sua ala protettiva divenni uomo e soprattutto un bravo fotografo, conoscendo tanta gente che conta, scopando tanto (le avventure vissute durante le cerimonie meriterebbero un racconto a parte), divertendomi e imparando anche io qualche vizio evitabile. Come detto con il negozio all'epoca ancora si guadagnava bene, ma i vizi di Sasà erano molto costosi cosa che lo costringeva anche a inventarsi spacciatore per clienti esclusivi. Non di rado ammetto anche io di aver portato qualche busta per conto suo, mentre il mio uso è sempre stato sporadico e ristretto soltanto a feste e festini.

Passarono così alcuni anni, quando nella capitale fu annunciato l'acquisto di un ragazzo, Claudio, con il quale ero molto amico essendo stati per due anni compagni di stanza all'epoca del convitto. Subito tornammo a fare coppia fissa anche perché con i suoi soldi e fama e la mia conoscenza dei posti giusti, formavamo una miscela perfetta, con la nostra bellezza che faceva il resto. In più venne a giocare per la squadra che tifavo e così avevo sempre biglietti di Tribuna. Ben presto feci conoscenza in pratica di tutta la rosa, specie dei giocatori più amanti della movida.

In particolare legammo con Gibo, all'epoca giocatore molto affermato che aveva la disponibilità di una villa clamorosa nelle vicinanze di Tivoli. Quella casa, che aveva all'interno una sorta di spa con tanto di piscina divenne presto il luogo dei festini di gruppo di diversi giocatori, con l'appuntamento fisso che era una sorta di orgia che si teneva la domenica sera al termine delle partite casalinghe. Le ragazze le portava Vanessa, una tipa che il Creatore difficilmente poteva far meglio con a disposizione 160 cm di corpo. Se la vedevi sembrava una sudamericana, con i folti capelli neri e ricci, un culo grosso e sodo e le tettone rifatte. Nell'ambiente era soprannominata La Zia, proprio per la peculiarità di procurare ragazze per i giri che contano.

Io divenni una sorta di suo aiutante, facendo quasi sempre da autista oltre a preparare la villa per le feste. Naturalmente poi rimanevo e partecipavo anche io alle scopate di gruppo dove come potete immaginare ne succedevano di tutti i colori. Una domenica finita la partita in casa dovevo andare a prendere tre ragazze nuove. Si trattava di tre universitarie, tutte amiche e originarie di una cittadina non lontana di Roma e all'epoca ventenni e praticamente quasi matricole.

La Zia le aveva agganciate in una palestra dove lei faceva la trainer, e anche quella volta aveva rimediato tre belle gnocche. Elena era senza dubbio la più vulcanica delle tre, una bella mora con gli occhi castani che quando la vidi in costume mi impressionò per il suo culo alto, tondo e marmoreo, come se fosse disegnato. Anche le altre due erano more e tutte e tre con poco seno. Chiara forse aveva il viso più bello, con un culo più abbonante e morbido, mentre Anna oltre a un sedere pagnottoso aveva dei meravigliosi occhi azzurro mare che risaltavano tra quei capelli mori.

Anna era l'unica delle tre a essere fidanzata con un ragazzo della loro città. Le telefonai alla loro casa e le passai a prendere, poi le portai in un locale sul Tevere dove era in programma un aperitivo. Erano visibilmente imbarazzate ma i drink e la compagnia di Claudio e Gibo le fecero sciogliere molto. Stare poi un locale così trendy faceva il resto. Va precisato che loro tre non erano pagate, ma erano solo desiderose di vivere una esperienza del genere con ragazzi che finora avevano visto solo in tv o nei giornali. Altre invece pretendevano soldi, ma era l'ultimo dei problemi.

Arrivati poi alla villa in quell'occasione ci aspettavano altri due giocatori, tra cui uno stopper africano con un cazzo mostruoso, che essendo sposati preferivano evitare luoghi pubblici, C'era poi Vanessa con altre due ragazze. Le pulzelle quindi si andarono tutte a mettersi in costume, raggiungendoci poi nella piscina interna. A dare il via alla danze era sempre La Zia, che faceva un po' le veci della padrona di casa. Lei sì comunque che era stipendiata dal gruppo. Io come sempre inizialmente stavo per le mie, per poi unirmi.

Anche quella volta per prima cosa Vanessa si fiondò su di me "se tu c'avessi i soldi di questi ti avevo già sposato" mi diceva sempre, con io che le rispondevo mentre la trombavo che io "le troie le scopo, mica le sposo". Invece mi sbagliavo perché la mia futura moglie era a pochi metri da me impegnata in una clamorosa orgia con le sue due amiche del cuore, altre due ragazze e quattro calciatori. Da quella domenica infatti le strade di me e di Elena si sono incrociate per non lasciarsi finora mai.

Di certo a nostra figlia abbiamo raccontato una storia molto più romantica sul come si siamo conosciuti "lei studentessa di lettere in un bar e io fotografo che mi ero fermato per dissetarmi". In verità quella sera fu sbattuta a ripetizione per un paio di ore, anche se quel culo glielo sverginai io in privata sede. Curioso come invece una delle due testimoni di nozze, Anna, la inculai proprio quella domenica mentre l'altra testimone, Chiara, in una serata successiva.

Dopo quella sera infatti iniziai a frequentare assiduamente la loro casa insieme a Claudio, mentre poi parteciparono anche a diverse altre festicciole tranne Anna che ripetette la cosa soltanto un'altra volta che però fu da ricordare, visto che in evidente stato d'ebrezza si fece letteralmente sfondare tutti i buchi. Con il passare del tempo però il mio feeling con Elena cresceva sempre più fino alla fatidica sera. Era un giorno feriale ed eravamo solo io e lei in un bar. Di colpo mentre parlavamo del più e del meno mi disse che non voleva più prendere parte ai festini, oppure incontrare anche Claudio, e che non desiderava altro che anche io evitassi queste cose.

Fu quello il momento in cui in pratica ci fidanzammo. Nonostante il mio giro era sempre quello non presi parte più a cose del genere anche quelle in cui spesso mi trascinava Sasà. A proposito di Elena lui mi disse "hai presente il Tondo Doni di Michelangelo? Non sai di cosa parlo perché sei un asino, comunque il culo di Elena sembra uguale...". Diciamo che fu il suo modo per benedire il fidanzamento.

Nel tempo io ed Elena trovammo la nostra dimensione. Non era semplice rapportarmi con Anna e Chiara, visto le ripetute trombate fatte specie con Chiara, così come non era facile per me stare al tavolo con ragazzi che l'avevano scopata in tutti i modi. Con il tempo però questa sorta di anomalia divenne la nostra forza, tanto che tuttora io di lei sono innamorato folle e credo di essere ricambiato. Lei poi venne a vivere da me, si è laureata ma ha lavorato quasi sempre come cubista o nella stessa palestra dove lavorava Vanessa.

Spesso mi dava una grande mano in negozio, visto che Sasà a causa della dipendenza dalla cocaina ormai aveva mollato il lavoro, lasciando in sostanza l'attività a me rimanendo solo come il titolare. Io collaboravo con riviste, facevo cerimonie a raffica oltre alla normale attività di negozio. Nonostante l'avvento del digitale, riuscimmo abbastanza a tenere botta. Quando poi Elena rimase incinta della nostra unica figlia, decidemmo anche di sposarci andando a vivere in un appartamento più grande.

Ormai io mi ero fatto un nome, prima della gravidanza eravamo una coppia che frequentava posti esclusivi e dava del tu ai vip. Anzi, erano loro che spesso mi cercavano per uscire su qualche rivista. Il grande problema era però Sasà. Ancora oggi non mi capacito come nessuna lo abbia mai denunciato per molestie o violenza. Era diventato ingestibile, anche se con me come al solito paterno. Quando nostra figlia andava ancora all'asilo, in negozio una mattina presto piombarono i Carabinieri.

Spaccio e associazione a delinquere. Ci avevano messo le telecamere nel negozio. Del resto Sasà aveva ampliato molto i suoi traffici e e finimmo tutti e tre sui giornali, anche se Elena non c'entrava praticamente nulla. Rischiammo anche di vederci togliere l'affidamento della piccola. Finimmo ai domiciliari e io anche senza lavoro visto che l'attività era sotto sequestro. Sasà poi si prese tutta la responsabilità, la posizione di Elena fu subito archiviata e in seguito anche la mia. Il problema è che a Roma ormai intorno a noi c'era terra bruciata, tanto che viste pure le difficoltà economiche fummo costretti a trasferirci nella città natale di mia moglie, andando a vivere nella ex casa di sua nonna.

Fu in questo momento che la storia che vi voglio raccontare per un certo senso ebbe inizio.
 
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